Alla scoperta della Fondazione Cineteca Italiana
Ho sempre sostenuto che l'offerta culturale di Milano, per quanto non confrontabile con quella di metropoli come Parigi o Londra, è di gran lunga superiore alla capacità di consumi culturali di cui il tempo libero dei milanesi permette loro di godere. Oggi vi parlo della Fondazione Cineteca Italiana, una non-profit in cui da quest'anno sono stata nominata a far parte del Consiglio di Amministrazione in seguito al bando di nomine 2011/5 del Comune di Milano. (Il bando attualmente aperto, per chi desidera candidarsi al servizio di piccole e grandi realtà milanesi, è qui).
Forse avete distrattamente conosciuto la Fondazione imbattendovi in qualche proiezione interessante allo Spazio Oberdan o frequentando il Museo del Novecento. Ma c'è molto di più da scoprire:
- L'attività di conservazione, restauro e digitalizzazione del patrimonio cinematografico, con uno tra i più importanti archivi di film in nitrato dall'epoca del film muto (nell'immagine, l'attrice, regista, sceneggiatrice e produttrice Elettra Raggio nel manifesto del film La Valanga, 1919). La Cineteca restaura anche archivi filmici aziendali, come nel caso della serie Pirelli in 35mm;
- Le rassegne cinematografiche, con i festival annuali Il cinema italiano visto da Milano e, per i bambini, Piccolo grande cinema, e con il programma continuo di proiezioni alla Sala Alda Merini dello Spazio Oberdan (Porta Venezia) - un esempio: David Lynch dal 1° al 16 febbraio - e alla doppia Sala Area Metropolis di Paderno Dugnano;
- Il Museo Interattivo del Cinema, un piccolo museo didattico destinato alle scuole, aperto di recente nella sede della ex Manifattura Tabacchi di Viale Fulvio Testi 121.
Oggi e domani, sabato 4 e domenica 5 febbraio, si inaugura una terza sala di proiezione, attigua al Museo nella sede di Viale Fulvio Testi; in questa occasione il museo sarà aperto con ingresso gratuito, oggi dalle 15 alle 20 e domani dalle 15 alle 19. La nuova sala ospiterà quattro proiezioni del documentario Il sorriso del capo, che il regista Marco Bechis ha realizzato con materiali di archivio dell'Istituto Luce per raccontare i meccanismi del consenso nel regime di Mussolini (oggi alle 18 - posti già esauriti - e domani alle 15, 16:30 e 18).